“A fair sustainable economy” targata Vince Cable

La proposta dei Liberal Democrats in campo economico è piuttosto ben articolata nei vari settori strategici, in particolare per quanto riguarda il sistema fiscale, il lavoro, le imprese e la finanza pubblica, tema centrale quest’ultimo, nelle agende di tutti i governi dopo la grave crisi economica dello scorso anno. La politica economica dei Lib Dems presenta caratteri sia di una politica liberista, sia caratteri propri delle politiche del welfare state. Tali proposte sono state in parte illustrate da Vince Cable, 66 anni, numero due del partito, nonché candidato cancelliere dello Scacchiere per i Liberali, nel confronto televisivo intitolato “Ask the Chancellor” trasmesso il 29 marzo scorso dalla rete televisiva britannica Channel4. Il dibattito è stato seguito da 1,8 milioni di spettatori (con un’audience del 7%), e ha visto prevalere proprio Cable nel sondaggio istantaneo condotto sul gradimento, da parte del pubblico, dei tre candidati cancellieri dello Scacchiere, con una percentuale del 36% rispetto al 32% degli altri sfidanti (Darling per i Labours e Osborne per i Tories), quasi ad indicare che la maggiore età di Cable rispetto agli altri due candidati (soprattutto Osborne) sia considerato un fattore di maggiore fiducia.

Secondo i Lib Dems, l’attuale situazione economica britannica è la più grigia dai tempi della recessione che colpì il Regno Unito nella prima metà degli anni Novanta durante i governi targati John Major. Si è innescata in questi ultimi anni, infatti, una spirale negativa, che ha causato contemporaneamente, vertiginoso aumento dell’inflazione e della discoccupazione, il blocco della crescita economica e il crollo dei prezzi delle case. Cable ha così elaborato, insieme al suo staff, una proposta articolata per settori al fine di migliorare la situazione economica del Paese, causata, a suo giudizio, dalle scelte sbagliate compiute dai governi degli ultimi vent’anni.

Per quanto riguarda il sistema fiscale il piano consiste nel sostenere milioni di persone compiendo gradualmente un taglio della spesa pubblica e della pressione fiscale in «modo ascendente», cioè a partire dai redditi più bassi. Infatti, l’attuale sistema fiscale, ha portato una parte considerevole dei pensionati sulle soglie della povertà («[has kept] pensioners on the breadline»), costringendo anche chi lavora a tempo pieno a pagare 1000£ di tasse sul reddito, mentre i più ricchi, afferma Cable, «considerano le tasse un optional». Sono proprio i più ricchi il bersaglio della politica fiscale dei Lib Dems: questi, infatti, propongono un bilanciamento del sistema fiscale, alzando la soglia minima reddituale di prelievo a 10.000£ e aumentando la pressione fiscale per i redditi più elevati, e impedendo loro di evadere le tasse. Ciò permetterebbe, secondo Vince Cable, una riduzione delle tasse di 700£ per i lavoratori e di 100£ per i pensionati. Contemporaneamente 4 milioni di persone con reddito inferiore alla soglia minima non pagheranno più tasse sul reddito.

Un altro tema importante è quello del lavoro, che nel progetto Lib Dem si unisce al tema della tutela dell’ambiente. Infatti, il loro piano è quello di creare migliaia di posti di lavoro investendo nella «green technology» e nelle infrastrutture, vale a dire nell’economia “ecosostenibile”. Cable afferma di poter fare ciò cambiando la destinazione di 3,3 miliardi di spesa pubblica per creare nuovi posti di lavoro e proteggere l’ambiente, procedendo, così, agli investimenti nell’energia eolica, e nella ristrutturazione di monumenti e di edifici pubblici e privati, concedendo o un sussidio, in caso di alloggi pubblici, oppure un prestito se si tratta di case private. I Lib Dems

promettono di garantire supporto ai giovani offrendo loro 800.000 stage e inserimenti lavorativi per aiutarli ad accrescere la loro esperienza nel mondo del lavoro, con un investimento per il governo di 900milioni di sterline. Sempre nel quadro del progetto di salvaguardia dell’ambiente rientra la proposta di un contributo di 400£ per le famiglie che installano pannelli solari o mini turbine eoliche nelle proprie abitazioni, e quella di sostituzione di tutti gli autobus vecchi e inquinanti con nuovi a basso impatto ambientale.

Sul tema del sostegno alle imprese i Lib Dems entrano in contrasto diretto con i loro avversari. Infatti secondo Cable, Laburisti e Conservatori hanno costruito in questi anni un’economia precaria, troppo concentrata nella City di Londra, e ciò ha causato un aumento dei prezzi delle case, facendo schizzare i debiti alle stelle («[…]rocket personal debt»). I liberali, invece, propongono una economia giusta e bilanciata con lavori durevoli in ogni parte del Paese e in ogni settore e che siano ecocompatibili. Essi denunciano le speculazioni finanziarie, le «financial wizardry», e per questo il loro primo passo sarà, in caso di elezione, convincere le banche a concedere prestiti, così da permettere alle imprese di crescere ed evitare tagli ai posti di lavoro. In quest’ottica di sostegno e sviluppo delle imprese britanniche vi è la creazione di due enti: il Local Enterprise Funds e il Regional Stock Exchanges. Il primo verrebbe creato per aiutare la popolazione locale a investire in nuove imprese in ogni parte della Nazione. Il secondo servirebbe per sostenere le imprese più piccole (smaller businesses) ad avere accesso al capitale in condizioni di parità con imprese più grandi.

Infine, nell’ambito della finanza pubblica, il programma dei Liberal Democrats prevede l’istituzione di un Consiglio per la Stabilità Finanziaria, che, coinvolgendo i rappresentanti dei partiti, il governatore della Banca d’Inghilterra e il capo della Autorità per i Servizi finanziari, elabori un piano di riduzione del deficit, cercando di promuoverlo tanto all’estero quanto in patria.

Andrea Fumarola 

Pubblicato il 1° aprile 2010 su codicepuk.wordpress.com

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