Proporzionale ma non troppo: il caso spagnolo


Il sistema elettorale vigente in Spagna è, certamente, uno dei fattori sistemici che hanno contribuito alla presidenzializzazione dei governi, dei partiti e delle competizioni elettorali. Si tratta di una legge di tipo proporzionale che presenta, però, alcuni correttivi tali da provocare effetti maggioritari sul sistema politico. La scelta dei costituenti di adottare una legge proporzionale per l’elezione del Congresso dei deputati fu dettata probabilmente da motivi storici e contingenti. Il ricordo della crisi della Seconda Repubblica, dovuta in parte anche agli effetti della legge elettorale maggioritaria e la volontà di garantire stabilità al sistema sembrano aver pesato notevolmente sulla scelta dei costituenti spagnoli. Gli obiettivi da perseguire con l’approvazione della nuova legge elettorale erano quelli di impedire la frammentazio-ne partitica, rappresentare in modo efficiente le istanze regionali e favorire i partiti maggiori (e conservatori in particolare) per garantire la stabilità degli esecutivi.

Alla prova pratica, questo sistema elettorale sembra aver raggiunto gli scopi prefissati, conseguendo perfino degli effetti maggioritari, testimoniati dalle maggioranze assolute su cui hanno potuto contare i governi socialisti di González negli anni Ottanta e quello popolare di Aznar tra il 2000 e il 2004. Secondo Crespo e García [2001], infatti, queste buone performance ottenute nel corso degli anni hanno contribuito a mantenere la legge elettorale proporzionale sostanzialmente invariata, nonostante siano state spesso avanzate richieste di riforma della stessa. Il sistema elettorale in questione è utilizzato per l’elezione dei 350 membri della camera bassa delle Cortes, ovvero il Congreso de los diputados, che avviene con metodo proporzionale a scrutinio di lista e la formula d’Hondt. Il territorio del regno è diviso in 52 collegi, coincidenti con i territori delle province, più i territori delle città di Ceuta e Melilla. In media per ogni collegio provinciale vengono eletti 7 rappresentanti (ad eccezione di Ceuta e Melilla che eleggono un deputato a testa), con una quota che varia dai due ai trentacinque deputati, come nella provincia di Madrid. Per accedere alla ripartizione dei seggi all’interno di ciascun collegio, il partito dovrà superare la soglia di sbarramento fissata al 3%, senza recupero dei resti a livello nazionale.

L’elemento che sembra incidere in modo sostanziale in questo sistema elettorale è la dimensione ridotta di gran parte delle 52 circoscrizioni in cui vengono eletti i rappresentanti: infatti, la dimensione del collegio influenza il livello di proporzionalità e, conseguentemente, l’accesso in parlamento dei partiti minori. In Spagna, solo un decimo di tali collegi elegge più di 10 deputati, creando una barriera quasi naturale per l’accesso in parlamento dei partiti minori e rendendo la soglia di sbarramento al 3% quasi inutile in gran parte delle circoscrizioni. La competizione viene, quindi, spesso a ridursi al confronto tra due partiti principali, il Psoe e il Pp, in alcuni casi apparentati con formazioni locali (soprattutto, ma non solo, in Catalogna e Paese Basco). Una sottorappresentazione delle formazioni minori è facilitata dall’adozione della formula d’Hondt per il riparto dei seggi [Sartori 1995] che tende a favorire i partiti più grandi rispetto a quelli più piccoli, dando origine a risultati maggioritari nella maggior parte delle circoscrizioni. Accanto a questo dato, è da segnalare anche l’effetto di sovra rappresentazione dei partiti a base regionale, come Ezquerra republicana de Catalunya (ERC) o il Partido Nacional Vasco (PNV). Un altro elemento del sistema elettorale proporzionale spagnolo da segnalare è lo scrutinio di lista, che implica l’esistenza di liste bloccate (come in Italia), in cui gli elettori non possono esprimere alcuna preferenza. Questo aspetto dovrebbe incoraggiare una «forte disciplina sia all’interno dei partiti che nei gruppi parlamentari»[Bosco 2005] ponendo i deputati, in un certo modo, “sotto ricatto”: nel caso in cui non seguano la linea maggioritaria del governo o del partito di appartenenza, rischiano di non venire ricandidati alle successive elezioni. Dunque, il sistema elettorale proporzionale previsto all’articolo 68 della Costituzione spagnola, è da considerarsi uno di quellicon il minore effetto di proporzionalità d’Europa (ad eccezione di Francia e Regno Unito).

I meccanismi di questa legge, tendono a trasformare un sistema multipartitico nella sostanza, in un sistema tendenzialmente bipartitico in parlamento. Infatti, attraverso la divisione in collegi non troppo ampi, e l’uso del metodo d’Hondt per la ripartizione dei seggi, si è sviluppata una prassi che tende a favorire puntualmente i partiti più grandi (Psoe e Pp) e quelli con una forte base regionale (i catalani di CiU, Erc e i baschi del Pnv), a discapito di partiti più piccoli, primi tra tutti gli eredi del partito comunista, Izquierda Unida, che alle ultime elezioni ha ottenuto solo 2 deputati al Congresso nonostante le percentuali più alte dei menzionati partiti regionali.

Una tale semplificazione del quadro sistemico, in senso bipartitico, è certamente un fattore che ha favorito in qualche modo il processo di presidenzializzazione e personalizzazione del sistema politico. Infatti, la riduzione della competizione a soli due partiti operata dalla legge elettorale, favorisce la personalizzazione del confronto politico tra i due leader dei socialisti e dei popolari, trasformandola in una sorta di carrera de caballos (“corsa di cavalli”), in cui uno dei due ha la stessa probabilità di vincere rispetto al proprio avversario. Si tratta di una legge elettorale che mira a rafforzare la stabilità delle maggioranze parlamentari, portando ad esiti maggioritari nonostante la formula proporzionale. Questo fattore opera, dunque, nel senso di un rafforzamento della stabilità dell’esecutivo e, in particolare, del presidente del governo. L’esperienza di González, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, sembra essere andata in questa direzione: la solida maggioranza fabbricata dal sistema elettorale ha permesso al leader socialista un forte controllo sull’esecutivo e una forte tranquillità nell’amministrazione del governo, consolidata da una maggioranza che lo metteva a riparo da eventuali “ricatti parlamentari”. A questo si aggiunga il fattore delle liste bloccate, che dovrebbero rafforzare in modo sensibile il potere del leader all’interno del suo partito. Essendo il presidente del governo anche segretario o presidente del proprio partito, questo fattore sembra rappresentare un punto di forza importante per la sua azione politica: la sua leadership potrebbe permettergli, da un lato, di selezionare (con l’aiuto dei suoi collaboratori) i candidati su cui egli ripone maggiore fiducia, dall’altro lato di non ricandidarli nel caso in cui essi si discostassero troppo dalla sua linea politica durante il loro mandato in parlamento. Nelle mani del leader-presidente, verrebbe così riposto un decisivo potere di ricatto, che andrebbe nella direzione del rafforzamento della sua posizione dentro il governo e dentro il partito.

La legge elettorale, dunque, sembra rappresentare un elemento cruciale nel determinare la presidenzializzazione del sistema politico spagnolo. Attraverso il suo funzionamento sembrerebbe permettere, da un lato, ai leader dei partiti maggiori di acquisire sempre maggiore rilevanza all’interno della competizione elettorale e nelle scelte interne ai partiti stessi, dall’altro lato, al premier di rafforzare la sua posizione dando vita a governi solidi, spesso composti da un solo partito e, dunque, liberi dai conflitti che caratterizzano i sistemi proporzionali classici, caratterizzati da un forte multipartitismo e da governi di coalizione fortemente conflittuali. Naturalmente, la legge elettorale in vigore produce tali effetti sui partiti anche grazie alla natura particolare degli stessi, che si sono discostati sin dalle loro origini dai classici partiti di massa, assumendo prevalentemente le forme dei partiti elettorali incentrati sulla figura del leader.

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